Che fine hanno fatto queste auto: non ci hai fatto caso, ma sono scomparse da oltre 10 anni

Lo storico brand di auto è stato per decenni il concorrente diretto della Jaguar, ma è fallito nel 2005 nell’indifferenza generale.

Ci sono brand automobilistici che hanno una storia secolare e che ancora oggi rappresentano l’eccellenza del mercato dell’automotive. Tuttavia, a differenza di quanto accadeva 30, 40 anni fa, oggi molte di queste case automobilistiche non hanno più la loro indipendenza e non sono più rappresentative solo del loro Paese di provenienza.

Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica?
Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica? – Radio 7.it

Per sopravvivere in un mercato sempre più affollato e ricco di alternative, molte case automobilistiche si sono fuse tra loro, generando un sistema in cui ci sono grossi gruppi aziendali multinazionali. Il caso più vicino a noi è quello di Stellantis, azienda nata dalla fusione di due gruppi importantissimi dell’automotive europeo come FCA (il gruppo guidato da Fiat) e PSA.

Grazie proprio a queste fusioni è stato possibile salvare brand storici come Lancia, Chrysler, Alfa Romeo e Peugeot, ma l’inserimento di case storiche all’interno di grossi gruppi commerciali potrebbe anche decretarne la definitiva scomparsa. Questo è quanto accaduto ad un marchio storico dell’automobilismo britannico, il primo a cogliere l’importanza del settore automobilistico all’inizio del XX secolo.

Stiamo parlando di una casa automobilistica amatissima dagli inglesi, che per anni ha rappresentato un’alternativa a basso costo delle Jaguar e che ha anche prodotto una delle vetture di maggior successo della storia dell’automobilismo: la Land Rover. Esatto, stiamo parlando proprio della Rover, scomparsa nel silenzio e nell’indifferenza generale nel 2005.

Rover, la storia di un brand storico scomparso senza fare rumore

La storia di questa azienda affonda le proprie radici nel XIX secolo, quando John Kemp Starley e William Sutton fondano a Coventry (Inghilterra) l’azienda di produzione di biciclette Starley & Sutton. Otto anni dopo la fondazione, nel 1885, la Starley & Sutton diventa un’azienda nota in tutto l’impero britannico per via dell’invenzione della prima bicicletta moderna: a loro si deve l’idea di creare un biciclo con le ruote uguali e con la trasmissione a catena.

Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica?
Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica? – Radio 7.it

A cavallo tra l’800 ed il ‘900, Starley era rimasto l’unico proprietario dell’azienda, le sue condizioni fisiche erano precarie e così l’imprenditore decide di lasciare tutto nelle mani di Harry Smith, il quale prenderà le redini dell’azienda nel 1901, ribattezzata ormai Rover nel 1896 dal nome del prodotto di maggiore successo (la prima bici moderna).

Le guerre e il successo della Land Rover

Smith ritiene che il mercato delle bici sia troppo vincolante e non abbia futuro, dunque decide di lanciarsi nella produzione di automobili. Il primo modello, la 8, esce poco dopo, ma il notorietà delle auto Rover arriva nel 1907, dopo che il pilota Ernest Courtis riesce ad aggiudicarsi il Tourist Throphy a bordo di un modello a 20Hp.

La crescita dell’azienda viene bloccata dalla Prima guerra mondiale, dalla crisi degli anni ’20 e dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Durante il primo conflitto la Rover forni all’esercito di Sua maestà le moto, mentre nel secondo si occupò principalmente di creare parti del motore per gli aerei.

Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica?
Che fine hanno fatto le auto di questa storica casa automobilistica? – Radio 7.it

Finito il secondo conflitto mondiale, la Rover decise di buttarsi nuovamente nel mercato automobilistico e trova l’idea vincente: nel 1948 viene presentata al Salone di Amsterdam la Land Rover, modello creato per contrastare il successo delle Jeep che diventa iconico mezzo di trasporto della Regina Elisabetta II e modello popolare in tutto il mondo.

Forte del successo di quella fuoristrada, l’azienda continua a produrre anche berline eleganti per contrastare lo strapotere della Jaguar sul mercato. In questa continua ricerca della berlina di successo Rover produce alcuni modelli di indubbio valore come la P5 e la P6 (prima vettura del marchio britannico a vincere il premio come auto dell’anno).

La vendita a Leyland e l’inizio del declino

Nel 1967 Rover smette di essere un brand autonomo e diventa parte della British Leyland. All’interno del gruppo industriale saranno 10 anni piuttosto piatti per le vendite, nei quali l’unico modello di successo prodotto sarà la SD1, seconda auto a marchio Rover a ricevere il premio come auto dell’anno nel 1977.

Forte del successo della SD1, Rover si slega dal colosso britannico nel 1978 e l’anno successivo si lega alla Honda. Un accordo che dura appena 7 anni e porta alla vendita di qualche conversione di modelli giapponesi sotto il marchio britannico. Dal 1988 al 1993 Rover farà parte della British Aerospace e dal 1994 entrerà a far parte del gruppo BMW. In entrambi i casi si proverà a rilanciare il marchio con scarsi risultati e nel 2000 la derelitta Rover passerà sotto il controllo del consorzio Phoenix.

All’inizio di questo secolo, dunque, dopo più di 100 anni di storia, Rover è all’ultima spiaggia, ma ci sono ancora speranza e buoni propositi. Dal 2000 al 2005, il consorzio Phoenix ha prodotto alcuni modelli sotto il marchio MG Rover, ma anche questo ultimo tentativo si è rivelato un fallimento e nell’aprile del 2005 la MG Rover ha dichiarato bancarotta.

Gestione cookie