Pensioni di gennaio | L’aumento non arriverà a tutti, ecco gli sfortunati

Nel 2023 le pensioni godranno della rivalutazione, la cui base risiede nell’aumento del costo della vita. Parliamo tuttavia di un processo che non includerà tutti i beneficiari dell’assegno, ma solo una determinata categoria. 

Ogni cittadino ha diritto ad una pensione che si adegui al costo della vita attuale, per questo motivo ogni anno si procede con la perequazione.

Pensioni, chi godrà degli aumenti previsti dalla rivalutazione del 2023
Pensioni, chi godrà degli aumenti previsti dalla rivalutazione del 2023 – Radio7

La cifra pensionistica non è influenzata solo dai contributi versati dal cittadino, ma anche dal costo della vita in riferimento all’anno precedente e successivamente corrente. Per questo motivo, lo Stato procede periodicamente con un processo di perequazione che consente di adeguare gli assegni alla percentuale di inflazione (al momento oltre l’11%) – aumento generalizzato e prolungato dei prezzi. A questo proposito, il Governo aveva preannunciato un aumento della cifra pensionistica, in riferimento all’anno 2023. Primi responsabili della rivalutazione sono sicuramente la crisi energetica e la conseguente crisi economica.

In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, la Commissione Europea si è vista costretta ad isolare energeticamente la Russia, rinunciando pertanto all’importazione delle fonti di energia. Questo processo ha costretto i Paesi membri ad usufruire esclusivamente di fonti locali, trasformando tale utilizzo in un bene costoso di lusso. Ora, il Governo tenta di limitare i danni prodotti dalla crisi.

Rivalutazione delle pensioni 2023, chi saranno i beneficiari dell’aumento?

Il 3 gennaio 2023 i cittadini pensionati potranno ritirare il proprio assegno, oppure ricevere il denaro in automatico sul proprio conto corrente. L’aumento spetterà esclusivamente coloro che ricevono un assegno inferiore a 2.101, 52 euro; tutti gli altri dovranno aspettare il 1 febbraio per poter notare effettivamente l’aumento dovuto alla rivalutazione. Questo perché, in mancanza di fondi, il Governo ha deciso di dare la precedenza ai meno abbienti e a tutti quei cittadini che ricevono fondamentalmente le pensioni minime. E’ importante sottolineare al contempo che nel mese di febbraio, i pensionati riceveranno anche gli arretrati relativi al mese di gennaio, di conseguenza non avverrà nessun taglio effettivo.

Per quanto riguarda l’erogazione dell’assegno, il pensionato può accingervi – come esposto precedentemente – in due modi: automaticamente sul conto corrente indicato all’INPS oppure tramite Poste. Nel secondo caso, sarà necessario rispettare l’ordine alfabetico indicato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Ad ogni modo, la rivalutazione comunicata dal Governo pari al 7,3% riguarderà prevalentemente le pensioni minime dei cittadini italiani. Per tutti gli altri, la percentuale di perequazione diminuirà progressivamente. Il Governo inoltre, di fronte alle attuali condizioni di crisi, sta pensando inoltre di eseguire la perequazione trimestralmente e non annualmente come avviene tutt’oggi.

Ritiro pensione 2023 presso Poste: ordine alfabetico di riferimento

Vediamo insieme l’ordine alfabetico relativo alla consegna dell’assegno pensionistico liquido presso la propria banca affiliata di riferimento. Ad ogni modo, la prima erogazione è prevista per tutti in data 3 gennaio, rispettando il periodo di festa anche per i dipendenti pubblici.

Ritiro pensione 2023 presso Poste: ordine alfabetico di riferimento
Ritiro pensione 2023 presso Poste: ordine alfabetico di riferimento – Radio7
  • 3 gennaio: cognomi dalla A alla B;
  • 4 gennaio: cognomi dalla C alla D;
  • 5 gennaio: cognomi dalla E alla K;
  • 7 gennaio (solo la mattina): cognomi dalla L alla O;
  • 9 gennaio: cognomi dalla P alla R;
  • 10 gennaio: cognomi dalla S alla Z.