Covid: arriva il test per sapere se devi fare il richiamo al vaccino oppure no

Covid, arriva il test per sapere se devi fare il richiamo al vaccino oppure no: la particolare novità dai ricercatori.

A quasi tre anni dallo scoppio della pandemia da COVID-19, sembra che la situazione, se non completamente risolta, è comunque davvero più gestibile; di fatto, ormai da mesi le restrizioni per il contenimento del virus sono davvero pochissime.

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo test che aiuta a capire quando è meglio fare il richiamo di vaccino (foto: Pixabay).

Mentre in molti discutono ancora sui vaccini, tra favorevoli e no vax, alcuni ricercatori italiani sembra abbiano sperimentato un test in grado di rivelare se, effettivamente, è necessaria o meno una nuova dose di vaccino.

Covid,  il test per sapere se devi fare il richiamo di vaccino o no: la ricerca degli studiosi

Stando a quanto riportato dal The Italian Times, un gruppo di ricercatori dell’IRCCS di Candiolo, in collaborazione con l’Italian Istitute for Genomic Medicine hanno realizzato un test che risulta essere davvero molto più efficace rispetto agli esami sierologici sfruttati in questi mesi.

Lo studio è partito dal principio che non tutti i pazienti rispondo allo stesso modo al vaccino anti-Covid; a seconda del livello di anticorpi sviluppato (valutando il livello di linfociti T reattivi), una dose di richiamo potrebbe essere necessaria magari dopo 6 mesi, oppure anche dopo 10.

Durante lo studio, che ha coinvolto circa 400 soggetti a cui è stata somministrato il vaccino mRNA Pfizer, sono state analizzate le reazioni entro tre mesi dalla somministrazione della prima dose del vaccino, identificando i soggetti con risposta alta o bassa.

Il nuovo test permette di valutare meglio la presenza di cellule T e dunque il livello di protezione (foto: Pixabay).

“I soggetti con una capacità di risposta superiore presentano un aumento della frequenza delle cellule T, anche dopo il richiamo ha spiegato, come riporta la fonte, la responsabile della ricerca Luigia Pace.

In pratica, quindi, le cellule T sono determinanti nella riduzione del rischio di infettarsi con varianti Omicron e di sviluppare il Covid; sottoporsi a questo test significherebbe dunque avere un quadro più completo della propria situazione, per agire a seconda dei casi nel modo migliore per impedire di rimanere contagiati.