Il minorenne ha diritto alla pensione di invalidità e all’accompagnamento, normativa

La normativa per quello che riguarda la disabilità relativa ai minorenni è molto particolare ed è importante conoscerla perché è proprio su questa normativa che si giocano i diritti ma anche in futuro di tanti minori che hanno la disabilità.

Innanzitutto è importante ricordare che i minorenni non hanno una vera e propria percentuale di invalidità.

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Questo è dovuto al fatto che la percentuale di invalidità è sostanzialmente una stima della perdita della capacità lavorativa.

Due misure importanti anche per il minorenne

Quindi non essendoci un discorso riferibile alla capacità lavorativa non esiste nemmeno una percentuale di invalidità civile.

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Quindi sostanzialmente in linea di principio ai minorenni la pensione di invalidità non spetta, ma come vedremo c’è una misura sostitutiva. Infatti per l’attuale normativa la pensione di invalidità può essere erogata soltanto a chi abbia un’età tra i 18 e i 67 anni. Ma questo non toglie che anche i minorenni abbiano diritto ad un ammortizzatore sociale e ad altre agevolazioni che li accompagnino verso l’età adulta proprio in virtù dell’invalidità civile. Vediamo come funziona l’iter burocratico. Sostanzialmente l’iter burocratico è simile a quello per gli adulti.

Come si richiedono

Infatti il medico di base deve raccogliere la documentazione relativa ai problemi fisici del minore e fare un invio telematico all’INPS. Entro 30 giorni l’INPS convocherà il minore davanti alla sua famosa commissione medica. Qui c’è in realtà la vera differenza con gli adulti. Infatti quando è un adulto ad essere convocato davanti alla commissione medica dell’INPS gli viene riconosciuta una percentuale di invalidità mentre invece quando è un minore ad essere convocato dalla commissione medica dell’INPS c’è semplicemente il riconoscimento dell’invalidità civile oppure no. Quindi quando è un minore ad essere valutato dalla commissione gli potrà semplicemente essere riconosciuta l’invalidità oppure no ma non ci sarà una quantificazione della percentuale.

Due strumenti molto importanti

Quindi se è vero che il minore non ha diritto alla pensione di invalidità è vero anche che però gli spetta uno dei due sussidi che seguono. Può avere o l’indennità di frequenza oppure l’indennità di accompagnamento. Quindi il fatto che il minore non abbia diritto alla pensione di invalidità non significa nel modo più assoluto che non gli aspetti un aiuto in virtù della sua particolare condizione. Semplicemente avrà diritto ad aiuti di natura diversa. L’indennità di frequenza in sostanza è un ristoro per il fatto che il minore sia limitato nella frequenza della scuola e anche nello svolgimento di tutte quelle attività che sono tipiche della giovinezza.

Inserimento nella scuola e nella vita

Quindi l’indennità di frequenza serve proprio ad aiutare il minore all’inserimento scolastico e anche a cercare di fargli fare una vita più normale possibile. Invece al posto dell’indennità di frequenza c’è l’indennità di accompagnamento quando non c’è la capacità di deambulare in modo autonomo e non c’è neanche la capacità di svolgere le normali attività della vita. L’indennità di accompagnamento dipende molto dal reddito familiare. Ogni mese l’indennità di accompagnamento eroga 525 euro ma ovviamente il tutto è comunque parametrizzato alla situazione economica e quindi la cifra può anche essere più bassa.

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