La grattachecca stupisce sempre | Variante al Gin per un’estate più “Cool”

Non è semplice ghiaccio tritato, ma qualcosa che oltre a rinfrescarci, ci porta anche con la sua storia indietro nel tempo. Avreste mai pensato che la comunissima “grattachecca” è nata, addirittura, nell’antica Roma imperiale?

Cerchiamo di capire meglio questo antico “detto” da cosa proviene e come, ad oggi, la grattachecca si sia evoluta.

Grattachecca

Grattachecca: dall’antica Roma ai giorni nostri

Grattachecca, granita, gelato: grazie a loro, la nostra estate diventa meno rovente del previsto. Rinfresca, disseta e, anche, il nostro corpo ne risente (in modo positivo). Un nome, quale “grattachecca” che a molti fa sorridere, ma che in realtà ha un’origine molto antica.

Addirittura dell’epoca della Roma imperiale. Ebbene sì: “Gratta, gratta checca” – dicevano i romani alle loro mogli. Ma cos’era la “checca”? Si trattava del blocco di ghiaccio, recuperato sulle montagne e, poi, conservato sottoterra per vitare il suo scioglimento.

Grattarlo, per metterne un po’ in una ciotola e gustarla per rinfrescarsi. Non lo facevano solo gli antichi romani, ma anche Caterina de Medici che, addirittura, chiese alla corte di Francia, la presenza di uno specialista nell’arte della grattachecca, perché non poteva farne a meno della sua razione quotidiana.

Oggi, tutti i chioschi d’Italia fanno la grattachecca e, in ogni città, viene chiamata in una maniera diversa. Ma la sostanza non cambia: ghiaccio grattato con aggiunta di zuccheri a piacere e di sapore diverso. Infatti, oltre al semplice ghiaccio, la ricetta ci propone di aggiungere lo sciroppo o il succo che più ci piace: dalla menta, all’orzata, al limone…insomma: fate impazzire le vostre papille gustative!

La sua variante con il gin

Ricordiamoci però di consumarla in fretta: il ghiaccio si scioglie subito, specie con le alte temperature delle nostre città e addio gusto.

Ma voi pensereste: una grattachecca solo con gli sciroppi classici? Assolutamente no. Ecco, infatti, arrivare la versione alternativa e, stavolta, con l’aggiunta di gin, altro che sciroppo. La grattachecca è diventata protagonista dello “Unusually Refreshing Summer Tour” e, a detta degli organizzatori, porteranno in Italia un gusto diverso per la nostra grattachecca classica.

Ghiaccio tritato con l’aggiunta di 3 ml di Hendrick’s gin e 6 ml di sciroppo. Sciroppo che può variare: a limone, alla rosa o al cetriolo. Sarà buona comunque? Non ci resta che provare per credere.