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Sport

Enzo Ferrari, il ricordo da brividi: come sceglieva i suoi collaboratori

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Stefano Vori

Enzo Ferrari, la sua voce, il suo volto, il suo ricordo. Una manciata di secondi, il tempo necessario per riavvolgere il nastro dei ricordi e provare brividi veri.

Vi sono i grandi uomini, i geni e i visionari, e poi vi sono coloro, si possono davvero contare sulle dita di una mano e non è affatto detto che vengano tutte occupate, che riescono a concentrare tutte le caratteristiche sopraelencate.

Enzo Ferrari (Foto ANSA – radio7.it)

Tutto in un solo individuo, è possibile? Assolutamente si, soprattutto quando si parla di Enzo Ferrari, un personaggio che è stato contemporaneamente un grande uomo, un genio e un visionario. Per comprendere al meglio Enzo Ferrari, nato a Modena il 20 febbraio 1898, bisogna partire da una sua iconica frase: “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere” e la sua passione, Enzo Ferrari, l’ha vissuta dall’inizio della sua vita fino alla fine, al 14 agosto 1988.

Nel momento in cui ha chiuso gli occhi per sempre la sua storia si è trasformata in leggenda. La sua passione per le automobili la scopre ben presto. Siamo nel 1908, non ha ancora compiuto dieci anni quando insieme al suo papà Alfredo, titolare di un’officina meccanica e al fratello Dino, ha assistito ad una corsa sul circuito di Bologna. Soltanto pochi anni dopo, nel 1916, a pochi mesi di distanza, muoiono suo padre e suo fratello. In quel momento diventa il capo famiglia e inizia la sua avventura straordinaria.

Enzo Ferrari, il ricordo che emoziona

Un brevissimo video, soltanto pochi secondi con il suo volto, la sua voce e pochissime frasi riassume il segreto più grande, e forse anche il più difficile, di un Mito che ha pochi uguali nel mondo. Gli occhi coperti da occhiali scuri che hanno nascosto per decenni la vera forza di un uomo che è stato capace di “vedere” ben oltre l’orizzonte del suo tempo.

Enzo Ferrari (Ansa) – Radio7.it

Enzo Ferrari, insieme genio e visionario, è stato capace di mettere in piedi un gioiello industriale che il mondo intero ci invidia ormai da quasi un secolo. In quel frammento Enzo Ferrari ha iniziato con il raccontare la sua esperienza scolastica interrottasi alla terza tecnica, l’equivalente della terza media, ma da un istante dopo riesce a svelare il segreto di un successo senza tempo.

Ha sempre avuto l’accortezza e l’intelligenza di contornarsi di persone molto colte, capaci e pervase dal desiderio di avere successo. Persone che amassero l’automobile. “Era la prima qualità che io dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo“. Parole di una semplicità estrema ma che contengono, al loro interno, il segreto più profondo di un successo senza pari e senza tempo.

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Stefano Vori