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Voli cancellati e caos aeroporti | Il segreto per ottenere il rimborso del biglietto

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Redazione

Una situazione di vero caos quella che si è avuta in questi giorni, a causa degli scioperi programmati, nei vari aeroporti. Voli cancellati, passeggeri rimasti a terra con il loro biglietto. Ma cosa fare quando succedono questi problemi?

La paura di perdere i soldi pagati, di non avere il rimborso, di perdere il bagaglio e non riuscire più a partire. Tanti problemi. Ma ad ognuno di essi c’è una soluzione.

Scioperi ad oltranza negli aeroporti

In Italia e in tutta Europa è caos negli aeroporti già da diversi giorni. Voli cancellati, scioperi programmati e non, passeggeri arrabbiati e delusi per un viaggio o una vacanza che, purtroppo, dovrà ancora attendere. Pensiamo che, solamente nella giornata di sabato scorso, le compagnie aeree low cost hanno cancellato ben 90 voli a causa degli scioperi.

Ma cosa fare per evitare tutto questo? O meglio: se purtroppo il nostro volo viene cancellato, c’è possibilità di rimediare e chiedere un rimborso biglietto? Ecco tutte le risposte che cercavamo.

Quando un volo viene cancellato, il passeggero ha una serie di diritti che la compagnia aerea da lui scelta deve rispettare perché, il passeggero stesso, è protetto anche da un regolamento dell’Unione Europea ben preciso. Assistenza sì, in caso di mancato volo, ma anche risarcimento per il costo del biglietto.

Il risarcimento per questi voli cancellati e per questo genere di imprevisto, come specifica la normativa, si applica in tutti gli aeroporti dei paesi appartenenti e che hanno aderito all’Unione Europea e ai suoi trattati, ma anche a tutti i passeggeri che, da un aeroporto di un paese extra Ue, si stanno dirigendo in Europa.

Il rimborso del biglietto: come fare?

Partiamo dal caso più ovvio: la cancellazione del volo. Specifichiamo che, non sempre si può ottenere un compenso, specie se il volo è cancellato a causa di forza maggiore (tipo avverse condizioni meteo che impediscono il decollo dell’aereo stesso, la chiusura di spazi aerei, o problemi legati al paese dove il volo atterra). In questo caso, non è colpa della compagnia aerea del disagio arrecato al passeggero e non è tenuta a fare alcun tipo di risarcimento.

In altri casi invece, che non siano di forza maggiore, il passeggero può chiedere il rimborso del biglietto o che il suo posto sia trovato e “cercato” su di un altro aereo che lo porti alla destinazione desiderata. Secondo l’articolo 7 del regolamento, il compenso deve esser pari a 250€ per tratte sino ai 1500km, 400€ per i voli oltre i 1500km e fino ai 3500km di distanza, e 600€ per tutte le altre distanze ancora maggiori (in questo caso, verso Paesi extra europei).

Cosa avere sempre con sé per ottenerlo

Se il passeggero intende respingere la possibilità di un volo alternativo per raggiungere, comunque, la sua destinazione, per un ritardo che non vada oltre le 2 ore di attesa, il compenso citato prima verrà dimezzato, sempre a seconda della distanza e dei km da percorrere in volo.

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Il tutto, per il passeggero, può esser effettuato solo se ha conservato il suo biglietto, la carta di imbarco che dovrà mostrare allo staff della compagnia di volo a terra. Da lì, poi, sarà la stessa compagnia ad indicare le modalità di rimborso, che variano da situazione a situazione.

Carlotta Casilli

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